Cos'è il mentoring

imageMolti di noi hanno sperimentato nella propria giovane età un incontro speciale, con una figura adulta non parente come un educatore, un insegnante, un amico, un vicino o un allenatore, che ha rappresentato un punto di riferimento, un modello di comportamento e uno stimolo forte per la crescita personale. Parliamo in questo caso di "natural mentoring". E' partendo da queste relazioni spontanee, che in modo volontario mettono in rapporto le generazioni portando alla maturazione attraverso le risorse presenti nella comunità, che si sviluppa il Mentoring.
Il Mentoring è quindi un tipo di relazione formale, che non nasce casualmente ma si sviluppa con uno scopo di crescita e miglioramento personale. Strumento principale è la relazione "mentore-mentee".

La scoperta dell'efficacia di queste relazioni, e gli effetti benefici riscontrati hanno portato, a partire dagli anni '80, ad impostare programmi di Mentoring strutturati con l'obiettivo principale di ridurre l'abbandono scolastico. I risultati interessanti delle prime esperienze e i bassi costi dell'intervento, che si strutturava solitamente per mezzo di volontari, hanno permesso una sua rapida espansione.
Il termine mentoring trae origine dalle saghe epiche greche: Mentore era infatti l'amico leale di Ulisse a cui lo stesso eroe affida il figlio in sua assenza. Oggigiorno nell'ambito dei programmi di prevenzione, il termine mentoring sta ad indicare:

  • un tipo particolare di relazione uno a uno, nella quale una persona con specifiche abilità e competenze (il mentor) mette un giovane (il mentee) nelle condizioni di sviluppare le proprie.
  • una relazione personale stretta (la close relationship) in un processo di lavoro comune per raggiungere obiettivi concordati.
  • una relazione reciproca, un'alleanza dalla quale sia mentor che mentee traggono beneficio.
      

LE ESPERIENZE INTERNAZIONALI
Il mentoring è una strategia di intervento nata in contesto statunitense, che trova oggi diversi ambiti di applicazione da quello aziendale (accanto al coaching), a quello scolastico; dalla prevenzione di comportamenti a rischio tra i giovani, fino all'intervento contro la discriminazione razziale e l'esclusione sociale nelle comunità. Coinvolge organizzazioni formali e informali, programmi governativi e di politica sociale in diversi Paesi a livello globale e anche in Europa incontra oggi un'ampia diffusione. Il maggior sviluppo riguarda il mentoring come programma di prevenzione per minori, il Youth-Mentoring. Diverse organizzazioni hanno dato vita a programmi nazionali e trans-nazionali (ad esempio BBBSI - Big Brothers Big Sisters International) oggi in fase di crescita tanto che negli ultimi anni anche la ricerca accademica si è accostata al fenomeno, cercando di studiarne la diffusione e l'efficacia. Nel 2002 si stimava che ci fossero oltre 500 programmi negli Stati Uniti sostenuti da circa 1700 organizzazioni per un totale di 2.5 milioni di giovani coinvolti! Tra le principali associazioni: Big Brothers-Big Sisters of America (oltre 100.000 ragazzi seguiti); Mentoring-Usa e la "sorella italiana" Mentoring Usa-Italia nata nel '97. In Europa, si segnalano i programmi "Balu und du" in Germania, oltre all'ampia rete europea di mentoring tra Università: "Nightingale". Il programma ha coinvolto dal 2006 al 2009 Università di venti Paesi europei impegnando mentori universitari con mentee immigrati.
  

MENTORING COME PREVENZIONE

Il Mentoring rivolgendosi a bambini e preadolescenti che presentano delle difficoltà, cerca di evitare che queste si stabilizzino nel tempo e diventino base di problemi e disagio in adolescenza ed in età adulta.
La scuola (vai alla pagina DIVENTA SCUOLA PARTNER) è il contesto dove vengono realizzati la maggior parte dei programmi di mentoring in Italia e all'estero. Nelle scuole il mentoring offre una risposta concreta e diventa modello di azione creativa, rispetto alle tradizionali modalità di intervento.
Per la Psicologia di Comunità, il Mentoring è inteso come programma di prevenzione indicata, cioè si rivolge a giovani che pur non avendo problematiche conclamate, hanno mostrato qualche "segnale" di rischio (es. comportamentale, di abbandono scolastico, di isolamento, etc.) colto ed interpretato dai genitori o dagli insegnanti.
A livello individuale si cerca di lavorare sulle competenze, abilità e risorse dell'individuo, per renderlo più capace di affrontare in modo adeguato le relazioni nei diversi contesti di vita e di risolvere in modo più efficace i problemi.