Filmografia


Nuovo Cinema Paradiso (1988; versione dvd: 118 min.) di Giuseppe Tornatore

Il film mette in scena la storia di Salvatore Di Vita, famoso regista cinematografico, a partire dalle vicende della sua infanzia e della sua giovinezza, che lui – adulto – rivede nella sua mente quando viene a sapere della morte di Alfredo. Questi era proiezionista nel cinematografo del paesino della Sicilia dove Salvatore è cresciuto. Il piccolo Totò è attratto dal cinematografo, e in particolare dalla cabina di proiezione, dove tenta in tutti i modi di intrufolarsi. I suoi sforzi finiscono per conquistare l'amicizia di Alfredo, che gli insegna tutti i trucchi del mestiere. Una sera, per una disattenzione del proiezionista, una pellicola prende fuoco; Totò salva la vita al suo amico, che però perde la vista. È dunque Salvatore a ereditare il mestiere, e negli anni successivi ricopre l'incarico nella cabina di proiezione affiancato da Alfredo: assistiamo a una maturazione del loro rapporto, con l'uomo che, ormai incapace di vedere con gli occhi, si affida alla propria esperienza per accompagnare Salvatore nella sua crescita. È al suo fianco nella prima vera storia d'amore di Salvatore adolescente, ed è lui a esortare il ragazzo a lasciare la Sicilia, a scorgere ed indicargli il futuro che l'attende. Alfredo crede fortemente in Salvatore, e questa sua fiducia incondizionata schiude al giovane nuovi orizzonti infondendogli coraggio. Permette al piccolo Totò di crescere alla sua ombra, ma non lo lega a sé, non vuole per sé l'ardore di quella giovane vita: conosce la difficile arte del ritrarsi per dare spazio all'altro. Il vecchio proiezionista cieco è capace di ascolto profondo, ha una intelligenza del cuore che gli dice quando è l'ora di staccare da sé Totò, perché possa finalmente diventare se stesso. È il rapporto di fiducia vissuto con Alfredo che schiude a Totò una possibilità di futuro, che gli permette di diventare protagonista della propria vita.
Potremmo vedere nella relazione d'amicizia tra i due una sorta di mentoring naturale, dove Alfredo, nel ruolo di mentor, è un modello di riferimento positivo per il ragazzo, sa coglierne le potenzialità e infondergli fiducia. Nel tratto di strada che percorrono assieme, assistiamo a un'evoluzione del contributo di entrambi, con Salvatore che matura e apprende, e riesce infine a partire e a raggiungere i propri obiettivi.
Il film ha vinto il premio Oscar al miglior film straniero 1990 e il Golden Globe al miglior film straniero 1990, oltre a un David di Donatello per la miglior colonna sonora a Ennio Morricone, e vari altri premi e nomination.


Pomodori verdi fritti alla fermata del treno (1991)

Quattro storie, quattro donne e due generazioni a confronto. Evelyn, casalinga americana sovrappeso e infelice, con un matrimonio disastroso e sull’orlo di una crisi di nervi, conosce l’ottantaseienne Ninny in una casa di riposo. La vivace signora conduce Evelyn sul viale dei ricordi narrandole la storia sorprendente di Idgie e Ruth, due giovani donne anticonformiste che, nel cuore del sud degli Stati Uniti degli anni trenta, ebbero il coraggio di opporsi alla prepotenza maschile e al razzismo dilagante.
Attraverso il rapporto con Ninny e la storia di Idgie e Ruth, Evelyn riuscirà ad affermare se stessa e a liberarsi della sua impotenza e delle sue paure, riscoprendo l’amore per la vita.
Pomodori verdi fritti è un film tutto al femminile ma non per sole donne. Divertente e toccante, ha una struttura particolare e un ritmo incalzante sospeso tra il noir e la commedia. È impossibile non affezionarsi ai personaggi, non ridere e non piangere insieme a loro, non commuoversi per la forza di Ruth e il coraggio di Idgie, per la bontà di Ninny e l’inattesa ritrovata vitalità di Evelyn. Il rapporto di amicizia tra Ninny ed Evelyn è, a tutti gli effetti, un rapporto di mentoring nel quale l’anziana signora aiuta la casalinga a emanciparsi e a guadagnarsi la stima degli altri e soprattutto, di se stessa. Ninny è per Evelyn amica, madre e modello positivo, l’unica a credere veramente nelle sue capacità e nella sua possibilità di cambiamento e di evoluzione.
Profondo e avvincente, Pomodori verdi fritti è un film sull’amicizia e sull’amore per il prossimo che, soprattutto, per la vita.


Anything Else (2003)

Il titolo del film deriva da una battuta di un tassista al protagonista, che s'interroga sul senso profondo della vita: 'La vita? E' come tutto il resto...'. Tra i film di Allen è uno dei meno conosciuti anche se tra i più ispirati. E’ il suo primo film dopo l’11 settembre e il tema traspare in molte occasioni, un invito alle riflessioni su come reagire ai soprusi e alle violenze. Inoltre, rappresenta una svolta nel cinema di Woody Allen per più motivi. Quello più esteriore è la sua presenza (per la prima volta dopo anni di programmazione dei suoi film e anche dopo l'assegnazione del Leone d'oro alla carriera che fece ritirare da Carlo Di Palma) alla Mostra del Cinema di Venezia. Quelli invece più sostanziali stanno sul piano dello stile e del contenuto del film. Sul piano stilistico colpisce il frequentissimo uso che Woody fa dello sguardo in macchina. Allen utilizza per la seconda volta un alter ego cinematografico descrivendo una relazione a due, da maestro ad allievo nella difficile scuola della vita. Il primo insegna al secondo come comportarsi e nessuno dei due è in ottime relazioni con se stesso e il mondo. In questo senso il film racconta una storia di mentoring “naturale”. "'Anything Else' – secondo il regista - è una metafora della bellezza della vita. La vita non è paragonabile a null'altro, non può essere descritta. Questo è ciò che provo personalmente: ho cercato di raccontarlo nel film". Dietro l'apparente tono leggero, travestita da (divertente) commedia, c'è l'ennesima conferma della fragilità dei rapporti umani. Rapporti a cui misteriosamente l'uomo si aggrappa, nonostante tutte le difficoltà e le incomprensioni, perché forse sono l'unica cosa che possa dare un senso a quell'inspiegabile mistero che è la vita. Inspiegabile, come tutto il resto. Like anything else.